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Docenti Web Academy

Apprendere giocando di ruolo

Riferimento O.E.R.: #promozione della lettura #storia #gioco di ruolo #competenze del XXI secolo
Autore/i: Spotorno Rosalba

Il GdR come strumento per lo sviluppo delle competenze del XXI secolo nei bambini (anche a distanza)

Il progetto nasce durante la terza settimana di pandemia per rispondere alla richiesta di alcuni genitori di bambini di varie quarte, quinte elementari e di una prima media, di distogliere l’attenzione dei figli dal cellulare, da youtube, dai giochi compulsivi sparatutto come Fortnite, dall’abbandono della lettura di libri e dal manifestarsi di comportamenti più aggressivi in casa.

La richiesta mi è stata fatta da uno dei genitori che conosceva il mio metodo didattico basato sul gioco in classe ma con la difficoltà di essere a distanza obbligata a causa della prima pandemia.

Per rispondere a tali gravi problematiche è nato il progetto-esperimento durato circa un anno e mezzo e svolto per due ore e mezza a settimana nel pomeriggio.

Per la spiegazione sintetica ma dettagliata del progetto si faccia riferimento alla sua diffusione durante una diretta Streamyard al link https://www.facebook.com/ZioLudovico/videos/312594904412672 dal minuto 31:00 in poi. 

Qui mi preme sottolineare che l’esperienza si è basata dalla consapevolezza che il gioco di ruolo applicato nei bambini, anche a distanza a causa delle restrizioni pandemiche, può servire non solo a ridurre lo stato di frustrazione dato dalle difficoltà (o addirittura mancanza) di socializzazione ma addirittura essere occasione per sviluppare competenze personali e relazionali mentre si apprendono temi e argomenti legati a varie discipline scolastiche quali letteratura, storia, geografia, tecnologia, scienze, informatica e in parte anche lingue. 

Se ben pensato e strutturato, contribuisce significativamente ad aumentare il bagaglio di parole e sinonimi conosciuti dai bambini migliorando l’esposizione orale e la formulazione dei pensieri logici, nonché l’interesse per la lettura, la capacità di prendere appunti e fare dei riassunti, il problem solving e la capacità di argomentare e dibattere rispettando le opinioni altrui.

Come immediata ricaduta disciplinare migliora significativamente la qualità della produzione scritta in italiano.

In particolare il gioco base sul quale ho costruito, modificandolo, l’esperienza di story telling si chiama Dungeons and Dragons 5° edizione: “La miniera perduta di Phandelver”. [https://dungeonedraghi.it/compendio/avventure/la-miniera-perduta-di-phandelver/]

Rispetto alla trama avventurosa originale ho inserito molti spunti per parlare di geografia, letteratura, storia, etc.

Ad esempio ho introdotto una trama gialla per la quale i nostri avventurieri venivano incaricati (missione o quest) dal borgomastro del paesino di Phandelver di fare indagini sulla sparizione di alcuni bambini. 

La ricerca continua degli indizi e le infinite discussioni tra i bambini per comprendere le possibili motivazioni per il rapimento di bambini li ha portati ad ipotizzare che venissero ridotti in schivitù da un cattivone di turno per potere entrare negli stretti cunicoli delle miniere perdute alla ricerca dei tesori. 

Da questa semplice trama abbiamo fatto spesso digressioni nella realtà “scoprendo” che in realtà anche nelle miniere siciliane i piccoli carusi venivano utilizzati quasi come schiavi come ben descrivevano Verga e Pirandello.

Descrizione del percorso

Ricaduta pedagogica – feedback

Il progetto realizzato dalla docente ha avuto ricadute nelle classi dei vari bambini.

Si riporta il feedback di una mamma di un bambino che a partecipato al progetto e che è anche docente di sostegno in una scuola secondaria di primo grado a Palermo.

“L. ha iniziato a giocare con i giochi di ruolo circa un anno fa, durante la pandemia. Da genitore sentivo l’esigenza che mio figlio potesse compensare le privazioni dello stare a casa, con tutto il corredo di appiattimento sociale, culturale e di tutti quegli stimoli che inevitabilmente la vita “all’esterno” ci da e soprattutto per la nostra preoccupazione (di famiglia e amici) verso la ludopatia da video giochi.

I videogiochi, a differenza dei giochi di ruolo, non spingono alla cooperazione ma alla competitività e all’individualismo, proponendo mondi o livelli in cui si reiterano sempre gli stessi meccanismi (anche di ripetizione e fallimento del giocatore). Nei giochi di ruolo non solo Lorenzo ha imparato a fare squadra e a negoziare, ma soprattutto ha avuto la possibilità di inventare e creare mondi e a gestire situazioni imprevedibili, talvolta divertenti, altre volte emozionanti. 

La curiosità verso il gioco di ruolo lo ha portato a leggere e ad approfondire le tematiche fantasy leggendo il libro avventura “Nella giungla” a finale “aperto” e grandi classici come “lo Hobbit” di Tolkien, mentre attualmente sul suo letto (guai a chi lo tocca) si trova “il signore degli anelli”.

Sono migliorate anche le abilità di scrittura, perché tiene un diario delle giocate, e finalmente ha ripreso a disegnare quei mondi fantastici che ogni bambino dovrebbe avere nella testa!”

Altri genitori hanno riferito di un decisivo miglioramento, segnalato dalle maestre, sulla produzione scritta dei rispettivi bambini, nella capacità di esposizione orale e nella maturazione del comportamento con gli altri bambini in classe.

Coinvolgimento studenti nello sviluppo del percorso

Sono stati coinvolti indirettamente nell’esperienza progettuale non solo i bambini con i quali l’esperienza è stata svolta ma anche gli alunni delle mie classi, con cui ho sempre introdotto il GdR informale da anni, in termini metacognitivi.

Inoltre ho sollecitando l’estensione in varie scuole presso altri docenti proponendo il GdR anche come progetto didattico curriculare ed extra curriculare.