Questa proposta didattica, in linea con le indicazioni nazionali (Produrre argomentazioni in base alle conoscenze teoriche acquisite) si propone l’acquisizione, la sperimentazione-dimostrazione del Teorema di Pitagora attraverso la discussione tra pari, attività laboratoriali finalizzate alla manipolazione di modelli materiali costruiti insieme ai compagni, realizzazione di prodotti digitali condivisi su piattaforme on line. La dimostrazione del teorema di Pitagora viene realizzata alternando metodologie didattiche ed ambienti di apprendimento più dinamici per stimolare la collaborazione tra studenti, la condivisione e la costruzione del sapere. Lo studente, quindi, assume una maggiore centralità nel processo di apprendimento e diventa costruttore del proprio sapere sviluppando al contempo tutta una serie di competenze indispensabili alla vita sociale (life skills) di tutti i giorni. Le attività previste rappresentano un momento fondamentale per l’insegnamento delle life skills; l’obiettivo prefissato non è, infatti, solo di tipo disciplinare, ma è un obiettivo di più ampio respiro finalizzato allo sviluppo del pensiero logico, di stabilire e riconoscere obiettivi, della capacità di collaborare con gli altri e saper creare e mantenere buone relazioni.
Ricaduta pedagogica – feedback
Punti di forza: a) coinvolgimento degli alunni b) il lavoro di gruppo con la guida di alunni tutor o “leader” c) attività laboratoriali d) utilizzo di piattaforme e webapp
Punti di criticità: a) strumentazione informatica b) difficoltà nell’inclusione mostrata da alcuni alunni c) tempi
La ricaduta sulla progressione delle competenze disciplinari, anche se andrà verificata alla conclusione dell’intero argomento, è già percepibile in quanto tutti gli alunni attraverso la realizzazione dei modelli materiali hanno compreso e interiorizzato il significato del Teorema di Pitagora e sanno applicarlo.
Coinvolgimento studenti nello sviluppo del percorso
L’intervento è stato realizzato in classe con ricadute significative e con un grado di coinvolgimento abbastanza elevato, riuscendo a superare le resistenze di alcuni alunni nei confronti della matematica. In generale è servito per migliorare l’autostima e la consapevolezza delle proprie capacità, soprattutto nel caso di alunni in difficoltà, in quanto hanno assunto un ruolo anche significativo dal punto di vista pratico-operativo: ciascuno in questo contesto ha avuto l’opportunità di esprimersi operando nell’ambito a lui più congeniale (partico, manipolativo, logico, argomentativo, digitale).
Altro aspetto positivo è il senso di appartenenza al gruppo che ha consentito loro di lavorare insieme in un contesto collaborativo al fine di raggiungere l’obiettivo finale. Infatti, uno dei punti di forza è sicuramente stato il lavoro di gruppo e soprattutto le attività laboratoriali che hanno azzerato le differenze tra gli alunni. Certamente tale proposta ha migliorato anche l’apprendimento della matematica e favorito lo sviluppo delle competenze digitali, inoltre ha modificato in positivo il rapporto con la disciplina della matematica, sempre considerata difficile e astratta. Un punto di debolezza è stato riscontrato nel processo inclusivo, in quanto alcuni alunni, seppur in numero ristretto, non sono stati coinvolti adeguatamente nel gruppo a causa di dinamiche relazionali conflittuali od atteggiamenti all’auto isolamento.
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